L’uomo nero e la bicicletta blu

«La notte sognai che ero a scuola, e la maestra appendeva alla parete una carta geografica dell’Italia dicendoci che quella che c’era prima era sbagliata. Nella nuova al posto di Ferrara e d’intorni compariva una macchia bianca.

– Ferrara non è Italia, – diceva l’insegnante. – Qualcuno di voi sa il perché di questa stranezza?

Volevo rispondere ma Allegra mi precedette, che lei sapeva sempre tutto ed era sveltissima ad alzare la mano.

– E’ per via che un signore di quella città una volta non pagò due vitelli che aveva comprato al mercato di Forlì, – rispose smagliante.

La maestra la lodò e disse che quella bambina doveva essere un esempio per tutti noi, somari e sfaticati che non ci applicavamo affatto. Io alzai la mano a mia volta, eccitato, per spiegare che era mio nonno il commerciante a cui non erano stati pagati i vitelli, e che dunque la mia famiglia aveva avuto un ruolo importante nel determinare i confini della nostra nazione, ma la campanella suonò e tutti corsero fuori dall’aula come se fosse scoppiato un incendio.»

L’uomo nero e la bicicletta blu di Eraldo Baldini

L’uomo nero e la bicicletta blu di Eraldo Baldini: Lo struggente ed ironico tesoro racchiuso nell’Italia rurale degli anni ’60 scritto dal maestro del “gotico rurale” Eraldo Baldini tra il Tom Sawyer di Twain e Stand By Me di King.

Il fratellino furbo riesce sempre a fargli fare brutta figura. Il papà vende bestiame e sogna Marilyn, ma affari non ne fa. Il nonno, reduce di guerra, ha sempre il fucile in mano. La mamma sforna crostate buonissime e riesce a far vivere con dignità la famiglia sempre più povera. Lui vive in un mare di storie e inventa mille lavori per comprarsi un giorno l’oggetto dei suoi sogni. Poi arriva Allegra, bella e diversa, e Gigi sente finalmente che anche lui può conquistare la Luna… La bellezza e l’amore, il male e il dolore irrompono insieme nella sua vita. E quel meraviglioso 1963 diventa l’anno in cui tutto cambia. Per sempre. Un romanzo che svela il passaggio misterioso e crudele dalla luce dorata dell’infanzia, come una porta che si chiude. E insieme ne mantiene lo splendore.

«Ma forse è meglio che adesso vi racconti la storia dall’inizio.
Tutto era cominciato a dicembre dell’anno prima, quando Cicognani aveva messo nella vetrina del suo negozio quella bici con le finiture cromate».

L’uomo nero e la bicicletta blu di Eraldo Baldini ci immerge nell’Italia ancora povera degli anni Sessanta.
In un mondo rurale affollato di figure comiche, di personaggi sgangherati eredi di una lunga tradizione letteraria di irresistibili folli della pianura, di campioni di una secolare civiltà contadina che comincia appena a essere scossa dal mondo moderno, dalle missioni spaziali, dal cinema in technicolor. Il Morto, dato per defunto dopo l’alluvione e ricomparso. La Rospa, decollata sulla rampa d’ingresso di casa a seguito di un’esplosione e atterrata sul tetto del pollaio. La Tugnina, che infila l’Uomo Nero in ogni favola per fargli mangiare tutti…
Ma a Gigi, che ha il dono di trasfigurare il mondo con le sue storie, a Gigi che si nutre di astuzie in un mondo crudo e insieme pieno di magia, toccherà in sorte di capire che l’Uomo Nero non esiste solo nelle fiabe.

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