«DIDASCALIA – Non so mai quanto andare indietro, con gli eventi. Due giorni? Una settimana? Un mese? Questo è martedì scorso. Sto andando da mia madre a comunicarle la notizia e ho una specie di déjà vu. Ho trentun anni, eppure mi sento come quando mi hanno sospeso da scuola a quattordici.
GIOVANE ZERO – Genitore uno. Genitore due. Vi ho riuniti qui nonostante il vostro divorzio per darvi una notizia buona e una cattiva. La buona è che ho dato da mangiare io al gatto oggi. Non ringraziatemi, sono fatto così. L’ho fatto col sorriso. Lacattivaèchemihannosospesoperchéhotiratounpetardoallapreside. Andiamo a cena?
ARMADILLO – Perché sbagli approccio. Concentrati su un punto. Non stai andando proprio a Kobane. Anzi, usalo il meno possibile, quel nome.
DIDASCALIA – Kobane. Ti s’incrina la voce solo a pronunciarlo.
DIDASCALIA – (mentre disegno la vignetta qui sopra, la mia mente ha evocato distintamente questo scenario agghiacciante:)
AMICO CINGHIALE – “incrina la voce”… Ma incrina COSA. Ma che cazzo è Cobane? Un gioco di parole? Kurt Cobane? Io capisco solo i doppi sensi sulla frega. Scusate se non sono raffinato come voi papaveri inamidati.
DIDASCALIA – Oh, regali, scusate, giuro che non vi prendo per coloni ma una volta una tizia che rappresenterò come un koala mi ha chiesto questa cosa qua:
TIZIA KOALA – Ma davvero hai un fratellastro congolese? E vive qui o in Congolia? ZERO – …Con… Go… credo …si dica… Congo… ARMADILLO – è inutile che ti agiti. Ella è laureata. Quindi fino alla morte rimarrà uno scalino sopra di te. Nella grande scala del progresso e dell’evoluzione. DIDASCALIA – Sta cosa mi ha segnato molto. Laureata, mortaccisua.)
DIDASCALIA – Per questo ora faccio un breve riassunto – se sapete già tutto scippatelo come la pubblicità prima dei video di YouTube. Vi metto pure l’alone grigio per aiutarvi a capire cosa zompare.
DIDASCALIA – I curdi sono un popolo diviso in 4 stati: Turchia, Siria, Iraq e Iran. In ognuno di questi stati la loro identità è stata repressa e assimilata. Dal 2011, durante la guerra interna siriana, i curdi siriani hanno proclamato l’autonomia di una striscia di terra divisa in tre cantoni, il Rojava, retto da un confederassimo democratico regolato da un contratto sociale basato sulla convivenza etnica e religiosa, la partecipazione, l’emancipazione femminile, la ridistribuzione delle ricchezze e l’ecologia. ZERO – Tiè. vallo a trovare un paese con una costituzione così avanzata. DIDASCALIA – Ma l’avanzata dell’Isis in Siria è arrivata fino al Rojava. Molti villaggi sono stati occupati e migliaia di persone sono scappate per sfuggire ai massacri e ai rapimenti del califfato. (Sulla rappresentazione grafica dell’Isis ci torniamo dopo) Kobane però resiste. Da mesi le due unità di protezione del popolo curdo. Ypj (femminile) e Ypg (mista), tengono testa all’assedio dell’Isis nonostante la sproporzione di armi e mezzi. Con un altissimo contributo di sangue.
– OK FINE PIPPONE –
ZERO TRA SÉ – Eccoperché quel nome ti fa incrinare la voce. E perché coi miei è meglio se non lo tiro fuori. > CLACK < CITOFONO – Si è aperta? ARMADILLO – Mentre sali io porto un fiore per tutti gli storici, gli analisti geopolitici e gli amanti dell’approfondimento morti nella lettura del tuo riassunto. Possa Iddio avere pietà di noi. ZERO – Vabbé cazzo volevo vedo voi in due pagine. »
Kobane calling di Zerocalcare: da Rebibbia al Rojava e ritorno – l’esperienza diretta di una reportage di guerra e una testimonianza importante raccontata dalla voce inconfondibile di un grande autore. Tre viaggi, Turchia, Iraq, Siria, il Kurdistan come i telegiornali non lo raccontano. Le macerie di Kobane e un popolo intero in guerra per difendere il proprio diritto a esistere, proteggendo labili confini la cui esistenza non è sancita da nessun atlante geografico. Zerocalcare ci racconta, con sguardo lucido e solo a tratti ironico, una delle più importanti battaglie per la libertà silenziosamente in corso al mondo. Un libro importante, difficile da inquadrare in poche parole, che raccoglie le due storie già apparse su Internazionale e quasi duecento pagine in più di diario di quei viaggi nel Rojava, la regione che i curdi stanno cercando di trasformare in un’utopia democratica senza uguali in Medio Oriente e forse al mondo.
“Kobane Calling” torna con un’edizione riveduta e corretta, nuovi risguardi sullo scenario geopolitico in Siria, la storia su Lorenzo “Orso” Orsetti apparsa originariamente su Internazionale e una nuova introduzione dell’autore.
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