«…Arrivederci, amigo. Non vi dico addio. Vi dissi addio quando significava qualcosa. Vi dissi addio quando ero triste, in un momento di solitudine e quando sembrava definitivo.»
(Il lungo addio – Raymond Chandler)
Quando Philip Marlowe, l’investigatore privato ideale di Raymond Chandler, vede per la prima volta Terry Lennox ubriaco in una Rolls Royce fuori serie di fronte alla terrazza del ‘Dancers’ non sa ancora quale influenza avrà sul suo destino. Lo sorregge tra le sue braccia, comunque, dopo che la donna che lo accompagnava ha tagliato la corda con la Rolls, accennando a un appuntamento irrecusabile, e cerca di tenerlo su in tutte le maniere, non solo fisicamente. Così si lega a Terry in una tormentosa successione di eventi pericolosi. L’amicizia virile, movimento classico del romanzo di avventura, è qui celebrata quasi oltre ogni limite. Nell’amicizia virile come nell’amore bisogna essere in due, ma la quota di amicizia o d’amore non è mai uguale.
Il lungo addio (titolo originale The Long Good-bye) romanzo noir di Raymond Chandler, pubblicato negli USA nel 1953, ha vinto il premio letterario Edgar Award nel 1955. È il sesto romanzo di Chandler, e, come i precedenti, ha per protagonista e (ironica) voce narrante il detective Philip Marlowe, che aveva esordito nel 1939 nel romanzo “Il grande sonno”.
CURIOSITA’
Nel romanzo sono presenti numerosi richiami alla letteratura dell’epoca, sia espliciti (vengono citati più volte sia T.S. Eliot de La terra desolata sia James Frazer autore de Il ramo d’oro) sia più vagamente allusivi. Alcune situazioni, ad esempio, sembrano riprese da alcuni romanzi di Francis Scott Fitzgerald, mentre la tematica dello scrittore abbrutito dalla mercificazione della sua arte è presente in tanta parte della produzione di John Fante. Ma essendo quest’ultimo poco conosciuto all’epoca di Chandler, è più probabile che sia stato lui a trarre ispirazione dalle opere chandleriane.
Le tre femmes fatales del romanzo hanno ognuna un colore di capelli diverso: infatti la vittima, Sylvia, è rossa, Eileen è bionda e Linda Loring è mora. Alla categoria delle bionde, inoltre Chandler dedica una sorta di breve trattato di due pagine, dove Marlowe elenca meticolosamente tutti i “modelli” di bionda disponibili a Los Angeles, dalla “bionda statuaria” alla “bionda furbetta”.
I tre principali personaggi maschili del romanzo corrispondono ad altrettante tipologie di bevitore. Terry Lennox è l’uomo temperato che si attacca alla bottiglia perché depresso e disperato; Roger Wade è il bevitore abituale che, sconvolto da un fatto drammatico (pur non ricordando perfettamente l’accaduto, sa di essere coinvolto in qualche maniera con la morte di Sylvia) beve oltre misura per dimenticare; Philip Marlowe è, probabilmente, un ex alcolizzato che ritorna al vecchio vizio solo in momenti particolarmente dolorosi. In tutti e tre i casi, comunque, l’alcool costituisce una scappatoia dalla realtà corrotta ed oppressiva.
Il romanzo è da molti considerato il capolavoro di Raymond Chandler, probabilmente anche perché è quello che più di ogni altro ci parla del suo autore.
IL FILM
È stato portato sullo schermo nel 1973 da Robert Altman, seppur con notevoli cambiamenti sia nella trama che nell’ambientazione.
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